(* titolo comprensibile solo in quel di Cagliari e solo dai fans dei Lapola, credo)
Sto conducendo un'indagine sociologica su quelli che c'hanno la musica che fa UNTZ UNTZ UNTZ UNTZ UNTZ a tutto volume fermi al semaforo in macchina.
Fino a oggi, dalla mia indagine risulta che hanno tutti la macchina nera, il gomito fuori dal finestrino, gli occhiali da sole tamarri e i capelli rasati.
Qualche conclusione andrà pure tratta da ciò.

Quando in Sardegna c'è vento, ce n'è, in genere, molto. Chi non è mai stato qua non può veramente capire cosa intendo. Il concetto di "brezza" ci è alieno; qua si fa sul serio o niente. Non è un posto da mezze misure, quest'isola.
Per dire: io stamattina sono uscita di casa e avevo il vento a favore.
Sono arrivata al lavoro nel 1984.
Io non ho grande simpatia per le feste comandate, sappiatelo.
Aprendo una parente (saprei anche quale, eh) seria, i motivi sono diversi. Vanno dal fatto importante che in quanto agnosticapraticamenteatea e anticlericale non ho nessun motivo di festeggiare il santo (?) Natale, al fatto frivolo che avere una giustificazione per mangiare un sacco di dolciumi non fa bene alla mia già rotondissima linea, transitando da alcuni brutti ricordi e anniversari che cadono in quel periodo.
Insomma, chiudendo la parente (ma anche lasciandola aperta e sanguinante, se è quella di prima) seria, io, quando scorgo le prime avvisaglie natalizie, comincio ad avere nausee e reazioni allergiche, che si placano solo dopo il 7 gennaio.
Di solito.
Salvo complicazioni.
Che sono brutte.
Mi rivolgo, nella fattispecie, ai miei concittadini cagliaritani: egregi suddetti concittadini, cortesemente - o anche non cortesemente, fa lo stesso - li togliete voi, quegli orripilanti babbinatali appesi alle scalette di corda (alle 14,30 di oggi 9 gennaio, dico, del NOVE GENNAIO, se ne riscontrano n.3 in n.2 stabili diversi di via is Mirrionis, ma potrebbero essercene altri in strade da cui non ho la fortuna di passare ogni giorno), o la prossima volta che passo ve li prendo a schioppettate?